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27/03/17 10.39

Come rispondere alla contraffazione con gli smart objects

La falsificazione, negli ultimi decenni, è un fenomeno che ha vissuto un enorme tasso di innovazione, spesso nutrendosi e aggirando l’innovazione stessa che le aziende hanno messo in atto sui loro stessi servizi o prodotti. Allo stato attuale, per affrontare al meglio questo mercato parallelo è necessario mettere in campo un monitoraggio globale, agendo soprattutto sull’interazione e sul coinvolgimento con i consumatori stessi, al centro di delicate dinamiche d’acquisto. L’approccio necessario è quello tecnologico, sfruttando le novità digitali, ad esempio capendo l’apporto positivo nella relazione fra "smart objects" e contraffazione.

Gli smart objects cambiano il modo di interagire

Interazione è la parola d’ordine che potrebbe riassumere meglio di qualunque altra l’epoca in cui viviamo: anche gli oggetti diventano interattivi, permettendoci di gestire al meglio la realtà che ci circonda. Sono i cosiddetti smart objects, appunto: apparecchi che, interconnessi attraverso la rete web, scambiano informazioni con l’utente o con l’ambiente circostante, ottimizzando le performance e permettendo un controllo più puntuale e immediato delle varie azioni.

Immagina automobili intelligenti che riescono ad analizzare lo stato della strada per regolare la velocità e prevenire gli incidenti. Oppure elettrodomestici come un frigorifero in grado di controllare lo stato di conservazione degli alimenti in modo da segnalare quale si debbano consumare più in fretta. O ancora televisori o sistemi di riscaldamento che si controllano dallo smartphone, padelle che autoregolano la propria temperatura, bottiglie che segnalano che la tua assunzione di liquidi durante la giornata sia sufficiente… Sono tutti esempi di “oggetti intelligenti”, accessori di ultima generazione che prendono in qualche modo vita per migliorare la nostra vita.

Gli smart objects nel mondo della contraffazione

A prescindere da quella che è la loro applicazione, gli smart objects sono utili anche perché mettono assieme una serie di funzionalità molto preziose e attuali: identificazione dell’utente con cui dialogano, localizzazione del luogo in cui agiscono, acquisizione ed elaborazione dei dati a disposizione, attuazione di una particolare azione. Tutte queste operazione sono fondamentali proprio a chi è interessato ogni giorno della lotta alla contraffazione.

In che modo? Il mondo globale e digitale di oggi, soprattutto per quanto riguarda la circolazione di idee e prodotti, si basa su una risorsa fondamentale: i dati. Immagina di poter tracciare il percorso di un prodotto brevettato, di poter monitorare i suoi spostamenti attraverso dogane e distributori diversi, di poter agganciare ogni manufatto a caratteristiche precise (codici, incisioni intelligenti, etichette criptate ecc.) che permettano di verificare in ogni momento la loro autenticità. Tutto queste ipotesi prevedono l’utilizzo di smart objects che, grazie allo scambio immediato di dati, consentono una maggiore tracciabilità delle merci e una più immediata risposta alle contraffazioni.

Le nuove tecnologie sono state fondamentali per far proliferare il mondo della contraffazione [link al primo articolo] e ad aiutare questo fenomeno nella sua affermazione globale e digitale. Eppure, come si dice, chiodo scaccia chiodo: sono appunto le potenzialità tecnologiche e digitali a configurarsi come uno strumento fondamentale per combattere il nuovo mercato del falso.

Gli smart objects possono essere un utile strumento, se accompagnato da un’idea innovativa che coinvolga i principali interessati di questo fenomeno: i consumatori, appunto. Per capire la dimensione e i fenomeni principali della contraffazione a livello mondiale scarica in modo gratuito la nostra guida alla contraffazione.

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